L'inverno è il periodo dell'anno in cui Roma somiglia di più a sé stessa. Gennaio e febbraio, in particolare, sono i mesi di minore affluenza: gli stessi luoghi che in aprile richiedono due ore di coda si visitano con calma, e la città torna a essere frequentata soprattutto da chi ci abita.
Il clima, che non è quello che si immagina
Roma ha un clima mediterraneo e i suoi inverni sono decisamente più miti della media continentale europea: la neve è un evento raro ed eccezionale. La caratteristica dell'inverno romano non è il freddo, ma l'umidità, che rende la temperatura percepita più bassa di quella reale, soprattutto la sera e vicino al Tevere.
La conseguenza pratica è sul vestiario: servono strati, una giacca antivento e scarpe impermeabili, non un cappotto da montagna. E serve mettere in conto qualche giorno di pioggia, che però raramente dura l'intera giornata.
Cosa si guadagna
Il primo guadagno è il tempo. Senza code, una giornata rende il doppio: si riescono a mettere in programma il Colosseo, il Foro e una basilica senza correre. Il secondo è la luce: d'inverno il sole resta basso tutto il giorno, il che significa luce radente sulle rovine anche a mezzogiorno.
Il terzo è economico: dicembre a parte, l'inverno è la stagione in cui gli alloggi costano meno e si trova disponibilità anche con poco anticipo.
La stagione dei carciofi
C'è un argomento gastronomico che da solo giustifica un viaggio invernale. Le puntarelle — germogli di cicoria conditi con acciuga, aglio e aceto — sono un piatto strettamente invernale. E i carciofi romaneschi arrivano tra la fine dell'inverno e la primavera, nelle due versioni classiche: alla romana, stufati con mentuccia, e alla giudia, aperti a fiore e fritti.
È anche la stagione in cui ha più senso cucinare in appartamento: i mercati rionali sono pieni di verdure di stagione e rientrare a cucinare dopo il tramonto, quando fuori fa umido, è decisamente più piacevole che cercare un tavolo.
Le chiese, che d'inverno danno il meglio
L'inverno è la stagione in cui conviene puntare sull'interno, e a Roma questo significa soprattutto chiese: sono centinaia, sono gratuite e contengono una quota enorme del patrimonio artistico cittadino, da Caravaggio a Bernini. In una giornata di pioggia si costruisce facilmente un itinerario di tre o quattro chiese senza mai fare la fila.
Vale anche per le basiliche maggiori: San Giovanni in Laterano, con il battistero e il chiostro, e Santa Maria Maggiore con i mosaici del V secolo si visitano d'inverno in condizioni molto migliori rispetto ad aprile.
Il Natale e la Befana
Il periodo natalizio romano ha due tradizioni che si notano subito: i presepi, allestiti in moltissime chiese e spesso oggetto di percorsi di visita, e la festa dell'Epifania il 6 gennaio, storicamente legata a piazza Navona. Sono ricorrenze annuali, ma l'organizzazione concreta cambia di anno in anno e va verificata sui canali ufficiali di Roma Capitale.
Dopo l'Epifania la città entra nelle sue settimane più tranquille dell'anno, che durano fino a febbraio inoltrato: è la finestra migliore per chi vuole visitare senza code.
Il Natale e la sua eccezione
Dicembre fa storia a sé: tra l'Immacolata e l'Epifania l'affluenza torna a salire, la città si illumina, i mercatini aprono e le celebrazioni in Vaticano richiamano visitatori da tutto il mondo. Chi cerca la Roma vuota deve puntare sulle settimane successive, da metà gennaio in poi.
Dormire a 300 metri dal Colosseo
VRhome è un appartamento di 55 m² nel Rione Monti, lungo via di San Giovanni in Laterano: camera matrimoniale, divano letto, cucina e bagno, con tutta la Roma antica a distanza di cammino.